Kimchi: 4 cose da sapere sul piatto coreano più famoso!


Kimchi: 4 cose da sapere sul piatto coreano più famoso!

Oggi parleremo del piatto coreano per eccellenza, il Kimchi, e vi sveleremo 4 cose che dovete assolutamente sapere su questo cibo, che, più che un cibo, è un vero e proprio “fatto culturale”, dichiarato patrimonio intangibile dell’umanità, e che affonda le sue radici nella storia remota della Corea e non solo.

Che cos’è il Kimchi?

Prima di parlare delle varie curiosità che lo riguardano, sarebbe opportuno capire bene cosa si intende per kimchi, e quali sono le sue caratteristiche.

Per dirla in parole molto semplici (forse troppo), il Kimchi è un piatto tradizionale coreano preparato con verdure fermentate e spezie. Di Kimchi ne esistono tantissimi tipi (187), ma la parte principale è sempre costituita dalle verdure in salamoia, cui vengono aggiunti spezie ed altri ingredienti.

Fra i più diffusi c’è quello preparato con le foglie di cavolo cinese lasciate a fermentare in salamoia per circa una settimana in vasi di vetro o terracotta insieme a:

  • Peperoncino rosso
  • Cipollotti
  • Zenzero
  • Aglio

Il kimchi, una volta pronto, è perfetto per accompagnare qualunque tipo di piatto (spesso viene usato come contorno insieme al riso) o per essere utilizzato come base per altre specialità coreane.

Ora che più o meno sappiamo cos’è, vediamo di svelare qualche curiosità che lo riguarda!

Kimchi curiosità

1) Il kimchi è vecchio quasi come il mondo.

Quando pensiamo a piatti antichi pensiamo a piatti che hanno centinaia di anni, e rimaniamo stupiti dal fatto che abbiano resistito tanto a lungo… Il Kimchi di anni ne ha quasi 3000, perché le prime testimonianze scritte che lo menzionano risalgono al periodo prima di Cristo.

All’inizio era costituito solo da verdure conservate in salamoia: l’unico modo per la popolazione dell’epoca di mangiare verdure anche durante i mesi invernali, era quello di conservarle in questo modo. Di solito il cavolo cinese (molto diffuso in Corea) veniva raccolto a novembre e poi lasciato a fermentare in acqua e sale in grosse giare di terracotta, che venivano sepolte sotto terra.

Verso il XII secolo la ricetta venne arricchia con altre spezie ed altri ingredienti, che contribuirono a renderla molto saporita e particolare. Il colore rosso-arancione con cui siamo abituati a vederlo oggi, è invece dato al Kimchi dal peperoncino rosso, che cominciò ad essere usato soltanto dal XVII secolo, in quanto prima era sconosciuto ai Coreani.

A quanto pare, il processo di trasformazione da preprazione “necessaria” a specialità conosciuta un po’ ovunque, è stato lungo, ma ininterrotto!

2) Il kimchi è un “supercibo”!

In quest’epoca di salutismo, più o meno vero, e più o meno convinto, dire che un cibo fa bene alla salute lascia quasi indifferenti, perché di cibi sani ne conosciamo davvero tanti. Il Kimchi però è una cosa a parte, ed è considerato estremamente salutare per tutta una serie di motivi:

  • E’ ricco di fibre, che aiutano le funzioni dell’intestino e contrastano l’assorbimento di zuccheri e grassi.
  • Il peperoncino in esso contenuto è ricco di vitamine A, B e C e, soprattuto, è un potente antiossidante, che combatte efficacemente l’invecchiamento cellulare ed ha proprietà anti cancro.
  • L’aglio invece  favorisce la salute dell’apparato cardiovascolare ed abbassa la percentuale di colesterolo nel sangue.

Il Kimchi inoltre (e questo gli conferisce una marcia in più rispetto agli altri cibi salutari), essendo fermentato, contiene un’alta quantità di lattobacilli, indispensabili per il corretto funzionamento del nostro organismo: in pratica ci troviamo di fronte ad un integratore naturale per la nostra flora batterica!

Se non è un supercibo questo, quale dovrebbe esserlo?

Kimchi Corea

3) Il Kimchi allunga la vita… davvero!

Secondo uno studio dell’Imperial College di Londra, il popolo coreano è sulla buona strada per diventare uno dei più longevi della terra: nel 2030 le donne vivranno in media 91 anni, e gli uomini 84 (non perché sfortunati, ma perché più inclini alle cattive abitudini, come alcol e fumo). Il fatto che ogni coreano, ricco o povero che sia, degusti il Kimchi almeno una volta al giorno, non è una coincidenza: è scientificamente provato che questa ricetta millenaria (compatibilmente con fattori ambientali e condizioni di vita) aiuta chi la consuma a vivere meglio e, soprattutto, più a lungo!

Con buona pace di noi Italiani, il Financial Times sostiene che probabilmente il Kimchi è destinato a soppiantare l’olio d’oliva, tipico condimento della cucina mediterranea, come elisir di lunga (e sana) vita: questo non è certo un buon motivo per smettere di utilizzare un condimento sano e buonissimo, ma può essere un’occasione per cominciare ad introdurre il Kimchi nella nostra dieta quotidiana!

4) A Seul esiste il Museo del Kimchi.

Il Kimchi è talmente radicato nella tradizione e nella cultura coreana, che gli è stato dedicato un’intero spazio espositivo, per testimoniare la sua importanza nell’identità culinaria della nazione.

Il museo si trova all’interno del centro commerciale COEX, a Seul, ed illustra le origini e la storia del Kimchi attraverso tutta una serie di testimonianze, che vanno dai libri antichi ai dipinti, passando per gli utensili tradizionali utilizzati per prepararlo. In una grande sala sono addirittura esposte tutte le 187 varietà di preparazioni esistenti.

Come se non bastasse, a dimostrazione che in Corea il Kimchi è un vero e proprio “fatto culturale”, il museo organizza ogni anno una festival ed una fiera ad esso dedicati.

Che ne dite? Dopo tutto quello che avete letto vi è venuta almeno un po’ di voglia di assaggiarlo? Secondo noi varrebbe la pena provarlo, almeno una volta nella vita e, se poi non dovesse piacervi, consolatevi col fatto che sicuramente ha fatto bene alla vostra salute!

Galbi: la cucina coreana tradizionale a Piazza Fiume!

Kimchi Galbi

In via Cremera 21, a pochi passi da Piazza Fiume, c’è Galbi, il primo barbeque coreano a Roma, nato dall’esperienza di due professionisti della ristorazione, che hanno voluto scommettere sulle innegabili potenzialità della cucina coreana, preparata con grande cura per le materie prime, per i particolari e, soprattutto, con tanta passione.

Nel menu troverete tutti i grandi classici coreani, dal Kimchi, che ormai ben conoscete, al Galbi, il costato di manzo o maiale marinato e poi cotto alla brace, ai Japachae, gli spaghetti di patate dolci preparati con carne e verdure, e tanti altri.

L’offerta di Galbi è molto varia:

  • A pranzo, oltre al classico menu alla carta, i clienti possono ordinare le praticissime “lunch-box”, vassoi di legno laccato divise in settori e contenenti pasti completi (dall’antipasto al dolce) e disponibili anche in versione per vegetariani.
  • A cena si accende il barbeque, o meglio, “i barbeque”, perché i commensali hanno la possibilità di cuocere la carne direttamente al tavolo, in comodissimi braceri alimentati a carbone di legna. Il tutto accompagnato, volendo, da una lista di cocktail molto fornita, perché Galbi è anche cocktail bar.

Cosa aspettate a farci un pensierino? Potrebbe essere l’occasione buona per assaggiare finalmente il Kimchi, se non l’avete già fatto!

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